Ti sei sicuramente chiesto in più occasioni come e quando sia opportuno fare lo stretching, con quali modalità e tempistiche sia corretto eseguire gli esercizi o ancora quale sia effettivamente lo scopo dell’allungamento muscolare.
Prima di rispondere a queste domande è opportuno specificare che lo stretching può essere eseguito in vari modi. Oltre allo stretching statico (mantenere una posizione di allungamento per un certo lasso di tempo), e dinamico (movimento controllato e ripetuto alla ricerca della tensione muscolare), esistono anche quello balistico, attivo, passivo ed infine propriocettivo. Per non creare troppa confusione prenderemo in considerazione solo le prime due tipologie di esercizio.
Quando?
Per stabilire quando sia opportuno effettuare gli allungamenti muscolari è necessario riferirli all’attività che si accompagna ad essi. Se prendiamo ad esempio come contesto di riferimento una gara di atletica leggera (o un allenamento il cui scopo è la ricerca di una prestazione elevata) la risposta è molto semplice: MAI! È stato infatti ampiamente dimostrato come lo stretching non aumenti la prestazione dell’atleta anzi, quello statico, se eseguito appena prima dello sforzo, la peggiora. Molto efficace invece in questo contesto è il riscaldamento accompagnato da esercizi specifici che richiamano la gestualità dello sforzo che si andrà a compiere.
Lo stretching va quindi eseguito lontano dalla prestazione e solo in seguito ad un riscaldamento completo, in modo da massimizzare gli effetti dell’esercizio.
Come?
Il tempo ottimale per lo stretching statico è di 30 secondi. Recenti studi hanno infatti dimostrato che questo sia il periodo necessario per l’adattamento delle fibre muscolari allo stiramento e che mantenere la posizione per periodi più lunghi non porti ulteriori benefici. Per quanto riguarda lo stretching dinamico sono invece necessarie dalle 12 alle 15 ripetizioni, cercando di non forzare eccessivamente il movimento in modo da non incorrere nell’infortunio.
A cosa serve?
La comunità scientifica è concorde su una cosa, ossia che lo stretching statico non prevenga in alcun modo gli infortuni anzi, che se eseguito in maniera impropria ne possa favorire l’insorgenza.
Giunti a questo punto sorge spontaneo chiedersi se abbia effettivamente senso eseguire esercizi di stretching. In ambito terapeutico, l’allungamento muscolare è una parte fondamentale del processo riabilitativo per il recupero della qualità del movimento articolare. Allo stesso modo, l’atleta che vuole migliorare il suo gesto atletico dovrà eseguire esercizi specifici di allungamento per poter eseguire in maniera corretta e senza sforzi determinati gesti tecnici.
Conclusione
Ciò che è riportato qui sopra è quello che afferma la scienza in merito a questo argomento, tuttavia mi sento di fare una breve riflessione personale. Non sempre la scienza è in grado di stabilire cosa sia giusto o sbagliato, soprattutto quando indaga un essere complesso come l’uomo. L’essere umano è una macchina meravigliosa con capacità di adattamento strabilianti, per questo se non avete mai avuto problemi con lo stretching affidatevi alle sensazioni del vostro corpo e non sbaglierete!
Buono stretching a tutti!